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San Cristobal 27 giugno 2005 ore 18
Ascolta l'audio della corrispondenza.
Come tutti i giorni a quest'ora sta diluviando.
E' circa una settimana che in Chiapas è stata annunciata l'alerta
roja dall'esercito zapatista di liberazione nazionale, che ha colto
di sorpresa tutti, compresi noi che lo abbiamo saputo via internet il
giorno stesso della nostra partenza.
L'alerta roja prevede la chiusura delle Caracoles, l'evacuazione delle Giunte del Buon
Governo, la riunione delle truppe regolari dell'EZLN, la sospensione
delle trasmissioni di radio Insugente e l'allontanamento degli
internazionali presenti con progetti di solidarieta' sul territorio
zapatista.
Partiamo da roma senza sapere nulla ma, a differenza delle altre volte
all'arrivo a citta' del Messico ci accorgiamo che le radio rimbalzano
le dichiarazioni del presidente Fox che, dalla Russia, dice che in
Chiapas la situazione e' assolutamnete tranquilla e che il governo
non ha mai chiuso il dialogo con gli zapatisti. Minimizza
evidentemente il problema. A quanto pare l'alerta roja ha riportato
gli zapatisti all'attenzione dei media, anche se solo il quotidiano
La Jornada e i siti web indipendenti offrono letture che vanno al di
la' della questione di ordine pubblico.
Approfondendo la questione dell'alerta roja scopriamo che ci sono degli antecedenti, che se non costituiscono le uniche ragioni della decisione dell' EZLN, perlomeno aiutano a comprenderne il contesto.
Nell'ultimo periodo sono accadute alcune cose rilevanti.
- Bancomer, banca dei paesi baschi molto presente in messico, ha
intimato ad enlace civil di chiudere tutti i conti correnti attraverso
i quali si raccoglievano fondi per progetti di cooperazione e appoggio
agli zapatisti.
- L'esercito messicano ha dichiarato di aver trovato e distrutto
diverse piantagioni di marijuana nelle zone di influenza zapatista,
giustificando in questo modo l'aumento dei movimenti dell'esercito
nella zona del Chiapas. Fatto denunciato da diverse ONG presenti sul
territorio.
In questo contesto arriva il comunicato dell'EZLN che lancia
l'alerta roja, preceduto dalla diffusione di un lungo comunicato di
critica ai partiti politici messicani dal titolo "La (impossibile)
Geometria? del Potere in Messico" a firma del subcomandante Marcos.
Le Caracoles, ovvero le sedi delle Juntas de Buen
Govierno e centri politici, sociali e sportivi degli zapatisti ai quali
fanno riferimento le comunita' indigene, si svuotano.
E' un vero e proprio esodo. Se ne vanno gli indigeni, portandosi dietro
tutto, se ne vanno gli internazionali che vi lavorano. Tutte le
attivita' sono sospese.
Dopo un momento iniziale di confusione e di timore di
possibili sviluppi militari della situazione, arriva la lettera aperta
di Marcos alla società civile nazionale e internazionale
che chiarisce alcuni elementi.
Il movimento zapatista annuncia che era da tempo che aveva previsto una consulta
perché e' ormai evidente che i governi, tanto nazionale quanto
locale, disattendono tutti gli accordi, tutte le richieste e anche
tutte le promesse fatte in questi anni. Una svolta si rende necessaria,
ma a quanto risulta dalla lettera non sara' una svolta militare. La
direzione che prendera' il cambiamento non e' nota a nessun esterno ed
e' l'oggetto delle consultazioni che stanno avvenendo in questi giorni.
Nella lettera si ringraziano tutti coloro che in questi anni hanno
appoggiato e si salutano rispettosamente quanti non saranno d'accordo
con il cambiamento. Anche questa volta, come è ormai
consuetudine, la lettera di Marcos si distingue per il lungo elenco di
interlocutori che sceglie e per la grande attenzione alle differenze.
Sebbene, per quanto ne sappiamo, qui non si formulino ipotesi
ufficiali sul percorso che seguira' alle consultazioni, possiamo
riportare una delle riflessioni apparse su La Jornada ad opera di
Octavio Rodriguez Araujo (universita' UNAM), secondo il quale si puo'
ipotizzare un allargamento del movimento zapatista da esclusivamente
indigeno ad alternativa politica non partitica che incorpori diverse
realta' sociali
Nel frattempo arrivano le prime importanti smentite da parte del
governo, ma non dell'esercito, a proposito dei ritrovamenti di
piantagioni di marijuana nei territori zapatisti, ma ugualmente le ONG denunciano movimenti militari in aumento e fanno appello al rispetto dei diritti umani.
Ogni giorno aumentano gli interventi in solidarieta' con gli zapatisti
da parte di molte e diverse tra loro organizzazioni politiche messicane
, di singoli, di professori della Universita' pubblica messicana, di
intelletuali di fama internazionale. Tutti riaffermano la propria
disponibilita' ad aspettare le decisioni zapatiste ed invitano, allo
stesso tempo, alla massima attenzione verso cio' che accade in Chiapas.
Noi, in attesa di nuovi comunicati da parte dell'EZLN, abbiamo
"captato" il sentore che le consultazioni non dureranno ancora per
molto, visto che sono state abbandonate tutte le attività
produttive, comprese quelle agricole che hanno tempi determinati dalla
natura. Ma questa più che una certezza è quasi una
speranza da parte di coloro che stanno realizzando progetti in
solidarieta' con il movimento zapatista e le comunita' indigene.
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Come potete
aiutarci
Aiutare noi significa aiutare gli indigeni
del sud-est messicano a rendersi autonomi.
E' per questo motivo che invitiamo a porre
dei link al sito della sistema educativo del los altos:
www.serazln-altos.org

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| spagnolo
e tsotsil
Andare ad imparare spagnolo
e tsotsil nella scuola è un'ottima occasione per
conoscere da vicino la vita della comunità. Inoltre
è un modo per contribuire anche economicamente al sostentamento
della scuola. Per maggiori informaizoni è possibile
visitare
il sito.
Denaro
Potete sottoscrivere i vostri contributi
in denaro versando sul
C.C.P. 61804001
intestato a Radio Onda Rossa, via dei Volsci 56 00185
- Roma,
specificando nella causale del versamento "progetto hacklab
in Oventic".
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